Cosa vuol dire “fare rete”?

Tutti dicono che è fondamentale “fare network”, che devi costruirti la tua rete per sopravvivere e crescere nel mondo del lavoro.

Sì, ma cosa vuol dire “fare rete”?

In occasione della mia partecipazione all’incontro di Rete al Femminile Milano, ho riassunto cosa serve secondo me per fare rete; l’intervento è piaciuto perciò l’ho trasformato in un post, affinché sia utile a tutte le reticelle d’Italia e a chiunque voglia far parte di un network di lavoro.

Un momento dell’incontro di Rete al femminile Milano del 24 maggio scorso
Un momento dell’incontro di Rete al femminile Milano del 24 maggio scorso

Ci sono due tipi di rete (o network) cui comunemente si fa riferimento: le reti di vendita e i network di professionisti (o di lavoro).

Le reti di vendita sono quelle che si usano dai tempi più remoti e che hanno sempre funzionato, più o meno bene, per vendere il tuo prodotto o il tuo servizio. Possono essere strutturate, piramidali, digitali, internazionali, insomma, ce ne sono di ogni forma e colore.

Poiché servono per vendere, dovrai cercare di entrare in quelle giuste per aumentare le tue vendite. Dico cercare, perché alcune sono molto esclusive, altre semi-nascoste, altre quasi religiose e nella maggior parte l’accesso è regolamentato perché nessuno vuole trovarsi a fianco un proprio concorrente, non trovi?

L’altro tipo di rete è quello di cui ti parlo oggi e cioè i network di professionisti.

Queste reti sono pensate per fare gruppo e confrontarsi su temi comuni. Le più antiche e conosciute sono quelle di categoria: io idraulico mi ritrovo con tutti gli altri idraulici per capire come affrontare problemi comuni. Molte di queste sono diventate nel tempo soggetti così grandi e importanti da essere riconosciuti a livello istituzionale e consultati dal legislatore.

A questo tipo di reti più tradizionali si sono affiancate, anche grazie alle nuove tecnologie, altre tipologie di gruppi più o meno informali ma con la stessa finalità, e cioè “fare rete”. Tra queste c’è anche l’associazione Rete al Femminile.

Quindi fare rete vuol dire avere un gruppo di persone con cui puoi confrontarti, alla pari, senza paura di far figuracce, ma anzi potendo mostrare i tuoi dubbi e le tue debolezze, senza che questo sminuisca la tua professionalità.

Proprio perché è un gruppo di persone che si incontrano su base volontaria e senza finalità diretta di vendita, capisci bene quanto sia difficile farle funzionare, cioè far sì che ci sia sempre gente che sia propositiva e partecipi attivamente, nonostante la fatica e i mille impegni in cui siamo prese tutte.

Perché una Rete funzioni devi partire dal presupposto che la Rete sei Tu: tu per prima devi fare quello che vorresti facessero per te gli altri partecipanti: non assillare con messaggi di vendita, svelare i propri trucchi del mestiere, raccontare i guai in cui sono finiti e i fallimenti che hanno affrontato, ecc.

Cosa serve per fare rete

Ecco quindi i tre principali ingredienti che, applicati da te in prima persona, e da tutte le altre, porteranno a costruire una rete che funziona e che cresce nel tempo, come una bella torta, soffice, lievitata e buonissima!

Cosa serve per fare rete

1. Rendersi utili

Questo è il primo e principale ingrediente senza il quale non si va da nessuna parte. Nella metafora della torta è la farina che rende possibile una qualunque torta: poca o tanta, senza glutine o integrale non importa, ma ci deve essere, altrimenti la torta nun se po’ fa’.

Se le persone che fanno parte della rete non cercano di essere utili per le altre, la rete non potrà funzionare perchè sarà fatta di incontri vuoti, non ci sarà confronto, tornerai a casa annoiata e non tornerai la volta successiva. E come te faranno tutte le altre, perché se TU non ti rendi utile IO non troverò utile venire a incontrarti, sentirò che non mi hai donato nulla.

E non sto parlando di utilità pratica e finalizzata, non per forza e non sempre. COme primo passo è sufficiente tirar fuori le tue paure e raccontarle alle altre, sarai stata utile perché avrai fatto sentire almeno una di loro non così sola come credeva di essere.

Nella nostra Rete al Femminile, in ogni incontro dal 2014 ad oggi, abbiamo sempre cercato di renderci utili: raccontando ognuna quello che sa fare meglio, per permettere alle altre di imparare il nostro mestiere. Sì, proprio così.

Devi aver voglia di raccontare cosa fai, non per convincere a comprarti, ma per trasmettere le tue  competenze e capacità.

Devi essere disposta a insegnare alle altre la tua  professione, senza finzioni, anche svelando qualche trucco.

Invece che temere l’effetto copio-e-rubo (che non funziona mai bene) pensa che anche tu potrai poi imparare dalle altre che faranno lo stesso con te.

Questo spirito è anche quello che anima e permea tutto questo blog: rendersi utili a chi non partecipa ai nostri incontri dal vivo ma è comunque interessata ad imparare come affrontare e migliorare la propria vita da imprenditrice, libera professionista, artigiana o freelance.

2. Paziente impegno

Fare rete richiede impegno e pazienza, come ad una torta serve il lievito per crescere.

Serve impegno per essere presente agli incontri, per seguire quello che viene scritto nel gruppo, per rispondere alle richieste di aiuto delle altre persone.

Se nella mia rete chiedo aiuto perché cerco un bravo giardiniere, tu dovrai andare a cercare nella rubrica il numero del tuo, o chiedere il nome a quella tua amica con il giardino stupendo per poi riportarmelo. Anche questo è impegno, piccolo e concreto, ma fondamentale per poter progredire come gruppo.

Fare rete è un lavoro, quindi richiede impegno. Se fai le cose alla carlona, le persone intorno a te se ne accorgeranno e valuteranno negativamente te, i tuoi  contenuti, e la rete in generale. E questo farà sì che il gruppo man mano si spenga, perchè auto-sabotato dall’interno, dalla mancanza di impegno.

E ci vuole pazienza, tanta. Con chi non capisce, con chi cerca di approfittarne, ma soprattutto con l’arrivo dei risultati sperati.

L’impegno che ciascuno di noi porta è volontario e non retribuito, quindi sarà sempre a piccole dosi, o con molta calma, o parziale. Ed è normale che sia così, perché non può essere la priorità principale della nostra vita.

Se sei impaziente, fare rete non fa per te. Se speri di avere grandi risultati in breve tempo hai sbagliato gruppo, devi cercarne uno in cui ci sia almeno un community manager di professione, pagato per farlo.

Altrimenti armati di santa pazienza e continua a renderti utile e a profondere il tuo impegno. I risultati arriveranno, ma nel lungo periodo. E saranno ancora più dolci <3

3. Professionalità

È la classica ciliegina sulla torta, quella che rende la torta bella e invitante alla vista, oltre che al gusto.

Ma come? Anche questo sforzo? Devo essere presente, disponibile, rendermi utile, impegnarmi e pazientare. Non Basta?!?

Se mettiamo una semplice torta margherita, per quanto squisita, in una tavolata di torte glassate a tema, sei sicura che a fine serata qualcuno l’avrà assaggiata? Perciò ora che hai fatto 30, fai 31 e chiudi in bellezza: quando fai qualcosa per la rete fallo con tutta la professionalità di cui sei capace!

Anche se è un’attività gratuita, anche se non ti torna indietro nulla, lavora con professionalità per tre diversi motivi:

– è un’occasione per testare le tue  capacità e migliorarle;

– le qualità per cui ti  farai  apprezzare, ti verranno riconosciute per transizione anche nel tuo lavoro all’esterno;

– la professionalità contraddistingue noi donne, è quella che ci permette di competere con successo in un mondo di uomini e fanfaroni.

Per concludere, se ciascuna di noi vive la rete come un’opportunità di confronto e crescita, vedrai che funzionerà!

Non guardare alla nuova reticella come ad una tua possibile cliente, ma come ad una professionista da cui puoi imparare qualcosa.

In questo senso, cerca la diversità all’interno del gruppo, chiama prima la tua amica che lavora in proprio, rispetto alle tue colleghe, ti darà di più aggiungere una parrucchiera al gruppo, rispetto all’ennesima coach.

E come convincere l’amica parrucchiera a venire?

Raccontando dell’ambiente informale, dove nessuno ti giudica ma in cui tutte ti accettano.

Raccontando delle piccole cose per cui la rete è stata utile per te.

Raccontando, ad esempio, di quando hai imparato che i piatti di ceramica restaurati  hanno un segno nascosto per riconoscerli.

Raccontando, infine, di quando hai usato i piatti restaurati come metafora con quella tua cliente che non capiva la differenza tra due strategie di business. Come con i network professionali di qualità, la differenza c’è, basta sapere dove guardare ????

E ora che anche tu sai dove guardare cerca le reti più interessanti e virtuose per te e partecipa!

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