OGNI VOLTA CHE L’ARTE ENTRA NELLA MIA VITA… SI TRASFORMA IN UN PROGETTO PER TUTTI (a partire dalla Rete)

OGNI VOLTA CHE L’ARTE ENTRA NELLA MIA VITA… SI TRASFORMA IN UN PROGETTO PER TUTTI (a partire dalla Rete)

Per chi era alla giornata WOMEN IN BUSINESS del maggio scorso al Castello di Masnago e per chi non c’era, vorrei ripartire dall’ultima slide del mio intervento: come usare l’arte nel nostro business?

Bene, qui vi dirò come la uso io, da tanti anni, e la trasformo in un bene per tutti. Se poi vorrete partecipare a un challenge con me vi proporrò l’hashtag #fateloperilvostrobene.

L’arte è sempre stata nella mia vita per abitudini familiari, ma quando ho iniziato a lavorare come giornalista prima e curatrice di mostre ed eventi poi è diventata insostituibile, nel senso che la mia forma mentis è ‘artistica’. Mi proponi un’idea? Te la sviluppo artisticamente. Hai un problema? Problem solving creativo! Vuoi vendere i tuoi prodotti? Evento di attrattiva culturale a ampio raggio, per rinnovare anche il tuo ‘parco clienti’! E così via, dentro e fuori i binari del consueto, sia nel mondo dei beni culturali che in quello del marketing e della comunicazione. E’ così che ho curato eventi e coinvolto partner come Missoni, Orea Malià, Credit Suisse, Banca Generali Private, Ubisoft, Nintendo, Disney, Whirlpool, Rossi di Angera, e altri brand, dai piccoli negozi di città alle multinazionali: sempre con la cultura e la bellezza.

Siccome a causa dell’epidemia sono sospesi i progetti che stavo curando, ho pensato di proporvi in questo articolo come è nato quello di Donne del nostro mondo-fotografie di Antonio Cereda, di cui vi ho parlato anche nel workshop del  7 aprile, per chi di voi c’era. Innanzitutto ha radici nella nostra Rete Varese, tutto parte alla cena di Natale 2018, quando al mio tavolo incontro Tiziana Bucca, non ci eravamo mai viste prima. Scatta la scintilla come sempre in RaFVa e ci rivediamo a gennaio 2019, confrontandoci sulle reciproche competenze e attività, ripromettendoci di coinvolgerci alla prima occasione. Un paio di mesi dopo Tiziana mi parla di un suo contatto, un fotografo milanese, che avrebbe voglia di fare mostre, cataloghi ecc. Io sono disponibile e incontro Antonio Cereda a VitaminaC a marzo, perché sono una hubber del coworking. Scopro il suo mondo di reportage di viaggio, di amore per l’immagine non forzata, di delicata testimonianza di ogni visione del mondo, ci stiamo subito simpatici e nasce la collaborazione che porterà a fine 2019 al libro sulla Street Art di Milano e alla mostra in Sala Nicolini a Biumo, febbraio 2020, purtroppo chiusa in anticipo per il primo decreto a causa del Covid-19. Ma il legame e la conoscenza reciproca, anche con la moglie Anna Canuto etno-antropologa, ci muove a proseguire l’avventura culturale e progettiamo una mostra sulle Donne del nostro Mondo per Banca Generali Private di Varese, anche questa rinviata a data da decidersi. Siccome parla di donne e di come vivono nel resto del pianeta, per uscire dal nostro centrismo occidentale il progetto espositivo prevede a rotazione 80 foto scattate in tutto il mondo da Antonio Cereda, una plaquette e un evento di apertura che avrà anche musica etnica e il logo di Rete al Femminile.

Ma ecco nel dettaglio di cosa si tratterà. “DONNE DEL NOSTRO MONDO Fotografie  di Antonio Cereda dai viaggi in Africa, Asia, Oceania, America Latina” è una mostra in cui viene proposta al visitatore una scelta dell’omaggio più che trentennale che il fotografo ha dedicato alle donne incontrate nei suoi numerosi viaggi. La rappresentazione di questo universo al femminile segue una rotta di sguardi, gesti, lavori e apparizioni di questa realtà concreta fatta di eleganza, forza e dolcezza che vince ogni luogo comune, ogni esotismo. E’ la vita quotidiana che queste donne rendono poesia. Ricambiata dall’assoluta fedeltà dell’artista, alieno da ogni posa o colore che non sia quello con cui rivestono con sapienza, con gusto sopraffino i propri corpi. Anche quando sono nudità, perché anche il nudo è un vestito che sanno portare con stile”. (Debora Ferrari, Luca Traini)

 

Antonio Cereda è un fotografo che ama girare il mondo insieme alla moglie Anna Canuto, antropologa, nei luoghi meno turistici, che sa restituire con un’evidenza e una familiarità che sembra di essere proprio lì, accanto a lui, a dialogare coi vicini di casa. Nel corso degli anni ha pubblicato cinque libri: SFULINGO l’ India dei colori (1988), Polepole dell’ Africa adagio, adagio (2003), Papua Nuova Guinea :le maschere danzanti (2007), Gujarat, frammenti (2018) e STREET ART Segno dei tempi (quest’ultimo proprio con la mia casa editrice, Trarari TIPI). Il suo sito è ALCHIMIA – IMMAGINI DAL MONDO PER IL MONDO.

“In qualsiasi parte del mondo ci si trovi c’è un filo sottile che lega tutte noi donne e che trascende la diversità della lingua, della religione e della cultura –spiega Anna Canuto. È come se esistesse una voce, un sentire comune che consente una reciproca comprensione. È una complicità che non ha bisogno delle parole e che è fatta di modi simili di percepire il mondo e la vita quotidiana in tutti luoghi: il modo in cui amiamo i nostri figli e i nostri uomini o accudiamo i nostri genitori, la voglia di essere belle malgrado la condizione in cui ci troviamo a vivere, la curiosità per tutto ciò che ci circonda e che non ci abbandona mai”…

Concludendo, vi invito a riflettere sulle vostre abitudini e ciò che vedete o che incontrate di artistico, magari anche facendo la via di casa. Se qualcosa vi ha sempre stupito o oggi vi ispira, fate una foto e mettetela sulla nostra pagina con l’hashtag #fateloperilvostrobene #artepertutti, probabilmente quel particolare vi rappresenta e potreste usarlo sulla vostra comunicazione.

by Debora Ferrari
culturalbrokers@gmail.com
http://culturalbrokers.blogspot.it/

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